La vicenda grottesca delle escort, delle minorenni e dei festini in casa Berlusconi e’ li, ancora tutta da decifrare e da leggere. Certo e’ che a ripercorrere le cronache degli ultimi quattro mesi, quelle pochissime cronache, cioe’, che coraggiosamente hanno urlato ‘il re e’ nudo’, viene in mente quel genere letterario sudamericano noto come ‘la novela del dictador’. Come nel libro ‘Yo el Supremo’ dove José Gaspar Rodríguez de Francia, dittatore ottocentesco paraguaiano, si presenta con la frase “Io non scrivo la storia, la faccio a mio piacimento”. O come il dittatore dominicano Trujillo ne “La festa del caprone” di Vargas Llosa: “In cielo c’e’ Dio, in terra Trujillo”. Il tema e’ quello del caudillo, del dittatore, sia esso argentino, cileno o paraguayano, del suo potere, spesso assouluto e ancor piu’ spesso inutilmente crudele. Certo mancano i fucili spianati, gli assembramenti di prigionieri nello stadio nazionale, ma il resto, il contorno e’ tutto li’. Innanzitutto ci sono i cortigiani, i gregari, quasi sempre maschi, che sostituiscono gli squadroni della morte e i plotoni d’esecuzione. E poi, sopratutto, c’e’ lui, il caudillo e le mille sfumature e manifestazioni del suo potere. Una per tutte, le donne. Si perche’ per un dittatore che si rispetti occorrono donne, un numero sovrabbondante di donne, in competizione tra loro, ognuna desiderosa che si accenda una lanterna rossa fuori la propria porta. Il rischio, nell’Italia di oggi, e’ pero’ che il genere letterario scada nella farsa de ”il dittatore dello stato libero di bananas” senza, ahime’, la comicita’ grottesca di Woody Allen.
Abbiamo, cosi’, il nostro eroe negativo, il ‘villain’. Ma a chi, nella novela del dictador italiana, spetta la parte dell’eroe? C’e’ a questo proposito un esempio eccellente. Proprio in quella Repubblica Dominicana di Rafael Trujillo, vissero le tre sorelle Mirabal, universalmente note come “Las Mariposas”, le farfalle, protagoniste del piu’ significativo movimento di opposizione al regime trujillista. La piu’ determinata delle tre, Minerva Mirabal, ben introdotta nel palazzo per ragioni di famiglia, non cedette mai alle avances di Trujillo e per questo pago’ con la vita insieme alle sue sorelle. Cercare oggi in Italia movimenti come “Las Mariposas” o “La Rosa Bianca” di Sophie Scholl, a cui, tra l’altro questo blog e’ dedicato, e’, piu’ di ogni altra cosa, inutile. Non c’e’ un movimento di opposizione popolare a Berlusconi semplicemente perche’ in Italia a Berlusconi non ci si oppone. La teenager tipo, Noemi Letizia, in questo si dimostra diabolica, intessendo pazientemente il suo piano geriatrico-sessuale per raggiungere la agognata gloria. Nessuno, nella vicenda delle escort, si ribella, nessuno dei protagonisti si indigna, nessuno e’ colto da rimorso o da un vago senso di ribrezzo. Nessuno dei ‘commensali’ e, e’ bene ribadirlo, nessun commentatore dei ‘mainstrem media’, lancia l’allarme o si mette in gioco, tranne forse la d’Addario perche’ costretta.
Un deserto etico.
C’e’ tuttavia un piccolo, insulso e quasi demenziale episodio che val la pena di considerare, di riabilitare. C’e’ quel Gino Flaminio, ex fidanzatino di Noemi, del quale esiste un filmato riportato nel blog, che, contro ogni pronostico, un giorno di maggio, decide di parlare, di dire la sua verita’. Ora, considerare rivoluzionarie o eroiche le parole di Gino, accostare il suo gesto all’estremo sacrificio delle “Las Mariposas” e’, ammettiamolo, un po’ forzato. Eppure, nel panorama di pornografia politica a cui Berlusconi ci ha abituato, Gino Flaminio compie, del tutto involontariamente, un gesto para-eroico. Dice la verita’. Gli e’ complice l’ingenuita’ e una certa bonta’ d’animo, eppure riesce ad avventurarsi li’ dove tutti, dai menestrelli di corte all’ultimo dei teo dem ‘diversamente concordi’, direbbe ellekappa, mai sognerebbero di andare. Gino smentisce il Capo, il Ras, il Trujillo, lo fa in video e voce, lo smentisce categoricamente e senza possibilita’ di replica, e lo fa senza accorgersene. E’ la prima volta in Italia, una assoluta novita’: “I genitori non c’entrano nulla, e’ Berlusconi che ha chiamato Noemi, direttamente” e ancora “il numero lo ha preso dal book fotografico datogli da Emilio Fede”. Insomma, due frasi e si scoperchia il verminaio della ipersessualita’ geriatrica di un triste caudillo italiano, colto da disturbo narcisistico della personalita’.
Le uniche ‘Mariposas’, le uniche farfalle di questa storia rimangono, tuttavia, quelle di infima bigiotteria smerciate al chilo dal nostro ‘Presidente’ alle sue ‘escort’. E questo e’ un fatto.

