Archive for October, 2009

Berlusconi vs Blagojevich

Friday, October 16th, 2009

Vivendo negli Stati Uniti e’ impossibile evitare il paragone tra i media statunitensi e quelli italiani. Piu’ in generale, e’ impossibile non accorgersi di come l’Italia abbia visto il progressivo erodersi della qualita’ del giornalismo, se mai c’e’ stata, fino al prosciugamento di qualsiasi spirito critico che assolva alla funzione di controllo del potere. La Costituzione repubblicana e’ una carta la cui funzione ultima e’ di limitare la crescita di un potere sull’altro. Del resto e’ questa l’essenza stessa della democrazia, il bilanciamento del potere. La carta da sola, pero’, non basta e occorre che accanto ad essa agisca parallelamente una coscienza collettiva che ne interpreti lo spirito, sostenendolo di volta in volta. Ecco dunque che la sentenza della Corte Costituzionale sul cosidetto ‘Lodo Alfano’, pur ristabilendo con forza ed in via formale il principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione, non e’ sufficiente, da sola, a ristabilirne lo spirito presso i cittadini. Il clamore della sentenza nasce appunto dal fatto che vi si sia giunti senza che l’opinione pubblica avesse, autonomamente, nei mille modi possibili in democrazia, gia’ condannato una legge manifestamente iniqua. E questo perche’ un’opinione pubblica in merito al lodo non si e’ mai sviluppata, tanto i media, e specialmente la televisione, remando in direzione opposta, si rivelano asserviti al potere. Ecco quindi come il compito essenziale dell’informazione, cioe’ informare, venendo meno, fa mancare quell’essenziale supporto allo spirito della Costituzione, lasciando spazio alle affermazioni reazionarie degli ultimi giorni che hanno visto alcuni membri del governo Berlusconi definire ’sentenza politica’ o ‘golpe giuridico’ un pronunciamento della Consulta.
Il confine tra una democrazia compiuta e una deriva autoritaria e’ dunque nella partecipazione dei cittadini, nella loro consapevolezza o ‘public awareness’ e nel ruolo fondamentale che questa ha nel rafforzare lo spirito percepito della Costituzione.
Ma come si crea consapevolezza? E come si dissimula, al contrario, la realta’ tanto da impedire che una consapevolezza si venga effettivamente a creare?. Come si agisce in difesa della democrazia e come invece in funzione del potere? Di seguito sono riportati due esempi chiarissimi dell’uno e dell’altro. Entrambe sono ‘talk show’, entrambe occidentali, in un certo senso assimilabili. Eppure fondamentalmente e drasticamente diversi perche’, nel caso del ‘daily show’ di Jon Stewart c’e’ uno sforzo quasi disperato a distanziarsi dal potere, a ridicolizzarlo, ridimensionandolo al ruolo stabilito dalla Costituzione e, di contro, un senso di timore reverenziale del potere nei confronti del pubblico (nello specifico si tratta di un’intervista all’ex governatore dell’Illinois Blagojevich, costretto alle dimissioni ed oggi in attesa di giudizio per un grave fatto di corruzione). Nel caso di ‘porta a porta’ di Bruno Vespa, invece, si compie l’esercizio opposto, l’atto reazionario e stucchevole di incensare il potere, quello di Berlusconi, esercitando la pratica della prevaricazione, la difesa utilitaristica del satrapo, nascondendo i fatti dissimulandoli, allenando gli spettatori inconsapevoli a divenire sudditi. Il risultato e’ il furto della verita’ e il soffocamento della democrazia.

The Daily Show With Jon Stewart Mon – Thurs 11p / 10c
Exclusive – Rod Blagojevich Extended Interview Pt. 1
www.thedailyshow.com
Daily Show
Full Episodes
Political Humor Ron Paul Interview

ore 20.16 – Berlusconi: «Viva Berlusconi»

Thursday, October 8th, 2009

Articolo 1 del cosidetto “Lodo Alfano“, legge 23 luglio 2008, numero 124:

« 1. Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione è applicata anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione. »

Sentenza Corte Costituzionale, 7 ottobre 2009, ore 18:31

«la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della legge 23 luglio 2008, numero 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. »

Italia, 7 ottoble 2009:

14-00 – Umberto Bossi “Io sono per la saggezza. Perche’ sfidare l’ira dei popoli?”

14-00 – Umberto Bossi In caso di bocciatura del Lodo Alfano? “Trascineremo il popolo”

18.57 – Gasparri, Pdl: «La Corte non è più organo di garanzia»

19.00 – La Russa, Pdl: «Sembra sentenza politica»

19.12 – Bertolini, Pdl: «Sentenza lascia esterrefatti»

19.16 – Ghedini, Pdl: «Corte rinnega i suoi principi»

19.23 – Ronzulli, Pdl: «Tentativo di sovvertere il voto»

19.27 – Craxi, Pdl: «Golpe strisciante avanza»

19,39 – Berlusconi: «Vado avanti, la corte è di sinistra. Queste cose mi fanno un baffo».

19.43 – Alemanno, Pdl: «Sentenza non intacca legittimazione premier»

19.44 – Frattini, Pdl: «Sentenza inaccettabile»

20.00 – Giorgia Meloni “Ho il sospetto che i giudici si siano espressi secondo le indicazioni dei partiti”

20.00 – Stefania Prestigiacomo “Quella della Consulta è una sentenza politica”

20.00 – Mariastella Gelmini “La Consulta non è più un organo di garanzia”

20.00 – Berlusconi: «Napolitano presidente di parte»

20.03 – Berlusconi: «Rischio di alterare i poteri dello stato»

20.16 – Berlusconi: «Viva Berlusconi»

20.24 – Galan, Pdl: «Facciamoli soffrire»

20.34 – Bondi, Pdl: «Senza Berlusconi l’Italia non ha futuro»

20.37 – Napolitano: «Tutti sanno che sto dalla parte della Costituzione»

20.45 – Berlusconi: «La sinistra si è impadronita della Corte Costituzionale»

20.51 – Alfano: «Si crea problema tra premier e cittadino»

21.43 – Bianconi, Pdl: «Matto chi dà credito a Di Pietro»

20.47 – Berlusconi: «Non mi interessa cos’ha detto Napolitano»

Italia, 1º gennaio 1948:

Articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana:

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. »

Non c’e’ nulla da aggiungere mi pare.

L’epifania

Saturday, October 3rd, 2009

Una epifania e’ la manifestazione diretta di una divinita’. E cosi’ ci e’ apparsa Patrizia D’Addario ieri ad Annozero, come una divinita’ ultraterrena, un ectoplasma etereo. Si perche’ fino a ieri Patrizia D’Addario sulla televisione italiana non esisteva. Non esisteva come notizia, scomparsa come scomparsi sono i fatti dal giornalismo televisivo italiano.
Per qualsiasi giornalista, il caso D’Addario e prima di questo il caso di Noemi Letizia, sono entrambi definibili come classiche ‘bombe’, notizie esplosive, deflagranti. La ragione e’ semplice: in una democrazia la figura pubblica di un primo ministro deve essere trasparente, specchiata, perche’ rappresenta le istituzioni, non le incarna, ma le rappresenta temporaneamente. Le istituzioni, al contrario, appartengono, direttamente e fisicamente, al popolo e non alla carica che temporaneamente le rappresenta. Quando questa funzione rappresentativa, questa responsabilita’, viene tradita, si apre un conflitto gravissimo del quale il rappresentante politico deve rispondere. Nel caso di Berlusconi c’e’ stata una sequela talmente umiliante di menzogne volte a nascondere le scappatelle con minorenni prima e le notti con prostitute dopo, nonche’ un uso cosi’ spregiudicato del potere, tanto da candidare varie escrot alle elezioni, che pretendere delle risposte e’ il minimo che un giornalista possa fare.
Invece il dibattito ha subito virato verso altre direzioni. Si e’ infiltrato da subito il tema della privacy, ridicolo per un personaggio pubblico, e della inopportunita’ di sindacare sulla vita privata del premier vista la mancanza di riscontri penali. In una democrazia occidentale si e’ assistito cioe’ alla assoluta novita’ del giornalismo ‘a la carte’, che si manifesta solo su ordinazione, in presenza di uno specifico reato penale e che altrimenti ha il dovere di tacere. E’ il manuale Minzolini di cui e’ esemplare l’intervento al tg1 per giustificare l’assoluto silenzio del suo telegiornale sulla vicenda delle escort. Ed e’ cosi’ che a molti mesi dallo scandalo gli italiani sono stati tenuti all’oscuro dai fatti, privati del loro diritto ad essere informati, mentre altri giornalisti mettevano in pratica il ‘metodo Feltri’ o piu’ semplicemente il metodo mafioso della minaccia di pubblicare notizie scomode su chi osasse rompere il silenzio.
Tutto questo accadeva mentre lo ’scandalo Berlusconi’ imperversava sui giornali e le tv di tutto il mondo tranne le nostre. Ebbene ieri, su annozero, si e’ aperto un piccolo squarcio nel silenzio di regime. Una fessura dalla quale gli italiani hanno finalmente potuto ascoltare le parole di Patrizia D’Addario, una donna la cui testimonianza ha per la prima volta rivelato il vero volto della vita di palazzo, del potere berlusconiano, fatto di egomania malata, risate ossequiose, scopate da tergo, minacce violente, sepolcri imbiancati, yesmen e puttane. Un potere illegale che da quindici anni occupa le nostre istituzioni,e al quale, come in una epifania, ieri e’ caduta la maschera.Una epifania e’ la manifestazione diretta di una divinita’. E cosi’ ci e’ apparsa Patrizia D’Addario ieri ad Annozero, come una divinita’ ultraterrena, un ectoplasma etereo. Si perche’ fino a ieri Patrizia D’Addario sulla televisione italiana non esisteva. Non esisteva come notizia, scomparsa come scomparsi sono i fatti dal giornalismo televisivo italiano.

Per qualsiasi giornalista, il caso D’Addario e prima di questo il caso di Noemi Letizia, sono entrambi definibili come classiche ‘bombe’, notizie esplosive, deflagranti. La ragione e’ semplice: in una democrazia la figura pubblica di un primo ministro deve essere trasparente, specchiata, perche’ rappresenta le istituzioni, non le incarna, ma le rappresenta temporaneamente. Le istituzioni, al contrario, appartengono, direttamente e fisicamente, al popolo e non alla carica che temporaneamente le rappresenta. Quando questa funzione rappresentativa, questa responsabilita’, viene tradita, si apre un conflitto gravissimo del quale il rappresentante politico deve rispondere. Nel caso di Berlusconi c’e’ stata una sequela talmente umiliante di menzogne volte a nascondere le scappatelle con minorenni prima e le notti con prostitute dopo, nonche’ un uso cosi’ spregiudicato del potere, tanto da arrivare a candidare alcune prostitute  alle elezioni, che pretendere delle risposte e’ il minimo che un giornalista possa fare.

Invece il dibattito ha subito virato verso altre direzioni. Si e’ infiltrato da subito il tema della privacy, ridicolo per un personaggio pubblico, e della inopportunita’ di sindacare sulla vita privata del premier vista la mancanza di riscontri penali. In una democrazia occidentale si e’ assistito cioe’ alla assoluta novita’ del giornalismo ‘a la carte’, che si manifesta solo su ordinazione, in presenza di uno specifico reato penale e che altrimenti ha il dovere di tacere. E’ il manuale Minzolini di cui e’ esemplare l’intervento al tg1 per giustificare l’assoluto silenzio del suo telegiornale sulla vicenda delle escort. Ed e’ cosi’ che a molti mesi dallo scandalo gli italiani sono stati tenuti all’oscuro dai fatti, privati del loro diritto ad essere informati, mentre altri giornalisti mettevano in pratica il ‘metodo Feltri’ o piu’ semplicemente il metodo mafioso della minaccia di pubblicare notizie scomode su chi osasse rompere il silenzio.

Tutto questo accadeva mentre lo ’scandalo Berlusconi’ imperversava sui giornali e le tv di tutto il mondo tranne le nostre. Ebbene ieri, su annozero, si e’ aperto un piccolo squarcio nel silenzio di regime. Una fessura dalla quale gli italiani hanno finalmente potuto ascoltare le parole di Patrizia D’Addario, una donna la cui testimonianza ha per la prima volta rivelato il vero volto della vita di palazzo, del potere berlusconiano, fatto di egomania malata, risate ossequiose, scopate da tergo, minacce violente, sepolcri imbiancati, yesmen e puttane. Un potere illegale che da quindici anni occupa le nostre istituzioni,e al quale, come in una epifania, ieri e’ caduta la maschera.