Una epifania e’ la manifestazione diretta di una divinita’. E cosi’ ci e’ apparsa Patrizia D’Addario ieri ad Annozero, come una divinita’ ultraterrena, un ectoplasma etereo. Si perche’ fino a ieri Patrizia D’Addario sulla televisione italiana non esisteva. Non esisteva come notizia, scomparsa come scomparsi sono i fatti dal giornalismo televisivo italiano.
Per qualsiasi giornalista, il caso D’Addario e prima di questo il caso di Noemi Letizia, sono entrambi definibili come classiche ‘bombe’, notizie esplosive, deflagranti. La ragione e’ semplice: in una democrazia la figura pubblica di un primo ministro deve essere trasparente, specchiata, perche’ rappresenta le istituzioni, non le incarna, ma le rappresenta temporaneamente. Le istituzioni, al contrario, appartengono, direttamente e fisicamente, al popolo e non alla carica che temporaneamente le rappresenta. Quando questa funzione rappresentativa, questa responsabilita’, viene tradita, si apre un conflitto gravissimo del quale il rappresentante politico deve rispondere. Nel caso di Berlusconi c’e’ stata una sequela talmente umiliante di menzogne volte a nascondere le scappatelle con minorenni prima e le notti con prostitute dopo, nonche’ un uso cosi’ spregiudicato del potere, tanto da candidare varie escrot alle elezioni, che pretendere delle risposte e’ il minimo che un giornalista possa fare.
Invece il dibattito ha subito virato verso altre direzioni. Si e’ infiltrato da subito il tema della privacy, ridicolo per un personaggio pubblico, e della inopportunita’ di sindacare sulla vita privata del premier vista la mancanza di riscontri penali. In una democrazia occidentale si e’ assistito cioe’ alla assoluta novita’ del giornalismo ‘a la carte’, che si manifesta solo su ordinazione, in presenza di uno specifico reato penale e che altrimenti ha il dovere di tacere. E’ il manuale Minzolini di cui e’ esemplare l’intervento al tg1 per giustificare l’assoluto silenzio del suo telegiornale sulla vicenda delle escort. Ed e’ cosi’ che a molti mesi dallo scandalo gli italiani sono stati tenuti all’oscuro dai fatti, privati del loro diritto ad essere informati, mentre altri giornalisti mettevano in pratica il ‘metodo Feltri’ o piu’ semplicemente il metodo mafioso della minaccia di pubblicare notizie scomode su chi osasse rompere il silenzio.
Tutto questo accadeva mentre lo ’scandalo Berlusconi’ imperversava sui giornali e le tv di tutto il mondo tranne le nostre. Ebbene ieri, su annozero, si e’ aperto un piccolo squarcio nel silenzio di regime. Una fessura dalla quale gli italiani hanno finalmente potuto ascoltare le parole di Patrizia D’Addario, una donna la cui testimonianza ha per la prima volta rivelato il vero volto della vita di palazzo, del potere berlusconiano, fatto di egomania malata, risate ossequiose, scopate da tergo, minacce violente, sepolcri imbiancati, yesmen e puttane. Un potere illegale che da quindici anni occupa le nostre istituzioni,e al quale, come in una epifania, ieri e’ caduta la maschera.Una epifania e’ la manifestazione diretta di una divinita’. E cosi’ ci e’ apparsa Patrizia D’Addario ieri ad Annozero, come una divinita’ ultraterrena, un ectoplasma etereo. Si perche’ fino a ieri Patrizia D’Addario sulla televisione italiana non esisteva. Non esisteva come notizia, scomparsa come scomparsi sono i fatti dal giornalismo televisivo italiano.
Per qualsiasi giornalista, il caso D’Addario e prima di questo il caso di Noemi Letizia, sono entrambi definibili come classiche ‘bombe’, notizie esplosive, deflagranti. La ragione e’ semplice: in una democrazia la figura pubblica di un primo ministro deve essere trasparente, specchiata, perche’ rappresenta le istituzioni, non le incarna, ma le rappresenta temporaneamente. Le istituzioni, al contrario, appartengono, direttamente e fisicamente, al popolo e non alla carica che temporaneamente le rappresenta. Quando questa funzione rappresentativa, questa responsabilita’, viene tradita, si apre un conflitto gravissimo del quale il rappresentante politico deve rispondere. Nel caso di Berlusconi c’e’ stata una sequela talmente umiliante di menzogne volte a nascondere le scappatelle con minorenni prima e le notti con prostitute dopo, nonche’ un uso cosi’ spregiudicato del potere, tanto da arrivare a candidare alcune prostitute alle elezioni, che pretendere delle risposte e’ il minimo che un giornalista possa fare.
Invece il dibattito ha subito virato verso altre direzioni. Si e’ infiltrato da subito il tema della privacy, ridicolo per un personaggio pubblico, e della inopportunita’ di sindacare sulla vita privata del premier vista la mancanza di riscontri penali. In una democrazia occidentale si e’ assistito cioe’ alla assoluta novita’ del giornalismo ‘a la carte’, che si manifesta solo su ordinazione, in presenza di uno specifico reato penale e che altrimenti ha il dovere di tacere. E’ il manuale Minzolini di cui e’ esemplare l’intervento al tg1 per giustificare l’assoluto silenzio del suo telegiornale sulla vicenda delle escort. Ed e’ cosi’ che a molti mesi dallo scandalo gli italiani sono stati tenuti all’oscuro dai fatti, privati del loro diritto ad essere informati, mentre altri giornalisti mettevano in pratica il ‘metodo Feltri’ o piu’ semplicemente il metodo mafioso della minaccia di pubblicare notizie scomode su chi osasse rompere il silenzio.
Tutto questo accadeva mentre lo ’scandalo Berlusconi’ imperversava sui giornali e le tv di tutto il mondo tranne le nostre. Ebbene ieri, su annozero, si e’ aperto un piccolo squarcio nel silenzio di regime. Una fessura dalla quale gli italiani hanno finalmente potuto ascoltare le parole di Patrizia D’Addario, una donna la cui testimonianza ha per la prima volta rivelato il vero volto della vita di palazzo, del potere berlusconiano, fatto di egomania malata, risate ossequiose, scopate da tergo, minacce violente, sepolcri imbiancati, yesmen e puttane. Un potere illegale che da quindici anni occupa le nostre istituzioni,e al quale, come in una epifania, ieri e’ caduta la maschera.
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on Saturday, October 3rd, 2009 at 3:18 am and is filed under politica/italia.
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