Las Mariposas

September 24th, 2009

La vicenda grottesca delle escort, delle minorenni e dei festini in casa Berlusconi e’ li, ancora tutta da decifrare e da leggere. Certo e’ che a ripercorrere le cronache degli ultimi quattro mesi, quelle pochissime cronache, cioe’, che coraggiosamente hanno urlato ‘il re e’ nudo’, viene in mente quel genere letterario sudamericano noto come ‘la novela del dictador’. Come nel libro ‘Yo el Supremo’ dove José Gaspar Rodríguez de Francia, dittatore ottocentesco paraguaiano, si presenta con la frase “Io non scrivo la storia, la faccio a mio piacimento”. O come il dittatore dominicano Trujillo ne “La festa del caprone” di Vargas Llosa: “In cielo c’e’ Dio, in terra Trujillo”. Il tema e’ quello del caudillo, del dittatore, sia esso argentino, cileno o paraguayano, del suo potere, spesso assouluto e ancor piu’ spesso inutilmente crudele. Certo mancano i fucili spianati, gli assembramenti di prigionieri nello stadio nazionale, ma il resto, il contorno e’ tutto li’. Innanzitutto ci sono i cortigiani, i gregari, quasi sempre maschi, che sostituiscono gli squadroni della morte e i plotoni d’esecuzione. E poi, sopratutto, c’e’ lui, il caudillo e le mille sfumature e manifestazioni del suo potere. Una per tutte, le donne. Si perche’ per un dittatore che si rispetti occorrono donne, un numero sovrabbondante di donne, in competizione tra loro, ognuna desiderosa che si accenda una lanterna rossa fuori la propria porta. Il rischio, nell’Italia di oggi, e’ pero’ che il genere letterario scada nella farsa de ”il dittatore dello stato libero di bananas” senza, ahime’, la comicita’ grottesca di Woody Allen.
Abbiamo, cosi’, il nostro eroe negativo, il ‘villain’. Ma a chi,  nella novela del dictador italiana, spetta la parte dell’eroe? C’e’ a questo proposito un esempio eccellente. Proprio in quella Repubblica Dominicana di Rafael Trujillo, vissero le tre sorelle Mirabal, universalmente note come “Las Mariposas”, le farfalle, protagoniste del piu’ significativo movimento di opposizione al regime trujillista. La piu’ determinata delle tre, Minerva Mirabal, ben introdotta nel palazzo per ragioni di famiglia, non cedette mai alle avances di Trujillo e per questo pago’ con la vita insieme alle sue sorelle. Cercare oggi in Italia movimenti come “Las Mariposas” o “La Rosa Bianca” di Sophie Scholl, a cui, tra l’altro questo blog e’ dedicato, e’, piu’ di ogni altra cosa, inutile. Non c’e’ un movimento di opposizione popolare a Berlusconi semplicemente perche’ in Italia a Berlusconi non ci si oppone. La teenager tipo, Noemi Letizia, in questo si dimostra diabolica, intessendo pazientemente il suo piano geriatrico-sessuale per raggiungere la agognata gloria. Nessuno, nella vicenda delle escort, si ribella, nessuno dei protagonisti si indigna, nessuno e’ colto da rimorso o da un vago senso di ribrezzo. Nessuno dei ‘commensali’ e, e’ bene ribadirlo, nessun commentatore dei ‘mainstrem media’, lancia l’allarme o si mette in gioco, tranne forse la d’Addario perche’ costretta.
Un deserto etico.
C’e’ tuttavia un piccolo, insulso e quasi demenziale episodio che val la pena di considerare, di riabilitare. C’e’ quel Gino Flaminio, ex fidanzatino di Noemi, del quale esiste un filmato riportato nel blog, che, contro ogni pronostico, un giorno di maggio, decide di parlare, di dire la sua verita’. Ora, considerare rivoluzionarie o eroiche le parole di Gino, accostare il suo gesto all’estremo sacrificio delle “Las Mariposas” e’, ammettiamolo, un po’ forzato. Eppure, nel panorama di pornografia politica a cui Berlusconi ci ha abituato, Gino Flaminio compie, del tutto involontariamente, un gesto para-eroico. Dice la verita’. Gli e’ complice l’ingenuita’ e una certa bonta’ d’animo, eppure riesce ad avventurarsi li’ dove tutti, dai menestrelli di corte all’ultimo dei teo dem ‘diversamente concordi’, direbbe ellekappa, mai sognerebbero di andare. Gino smentisce il Capo, il Ras, il Trujillo, lo fa in video e voce, lo smentisce categoricamente e senza possibilita’ di replica, e lo fa senza accorgersene. E’ la prima volta in Italia, una assoluta novita’: “I genitori non c’entrano nulla, e’ Berlusconi che ha chiamato Noemi, direttamente” e ancora “il numero lo ha preso dal book fotografico datogli da Emilio Fede”. Insomma, due frasi e si scoperchia il verminaio della ipersessualita’ geriatrica di un triste caudillo italiano, colto da disturbo narcisistico della personalita’.

Le uniche ‘Mariposas’, le uniche farfalle di questa storia rimangono, tuttavia, quelle di infima bigiotteria smerciate al chilo dal nostro ‘Presidente’ alle sue ‘escort’. E questo e’ un fatto.

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“Lo avrai, camerata Kesselring…”

September 16th, 2009

In questi giorni a dir poco bui, cercare di argomentare razionalmente la deriva autoritaria del mio paese e’ pratica triste e deprimente. Meglio, molto meglio, per chi puo’, sfilare in silenzio o, ancora meglio, urlando alla manifestazione di sabato per la liberta’ d’informazione. Il servizio pubblico radiotelevisivo, ridotto a scendiletto padronale, fa schifo e grida vendetta prima di ogni altra cosa. Allora, in vece di logiche argomentazioni, inutili tentativi di decodificare la deriva mussoliniana di un paese tristemente ostaggio di una egomane orgia del potere, trasmessa a reti unificate, in sostituzione di tutto cio’, meglio lasciar parlare quel toscanaccio di Piero Calamandrei e la sua Costituzione che piu’ di tutto e tutti, oggi, ci parla e ci ricorda chi sia Berlusconi, quali imperdonabili errori abbiamo fatto e quanti indicibili rischi stiamo correndo.

Qui di seguito uno sfogo neanche troppo soffuso: “Parlo ai miei coetanei, ai miei connazionali, a tutti quelli che hanno fieramente messo la croce sul nome “Berlusconi”, senza mai vergognarsene. Vi chiedo conto, oggi, delle vostre speranze d’allora, della vostra ammirazione sconfinata per ‘l’uomo del fare’, l’unto dal signore. Vi chiedo conto della vostra cecita’ d’innanzi ai processi, alle accuse e alle sentenze definitive. Vi chiedo conto della vostra indifferenza di fronte alle censure,
ai defenestramenti di giornalisti, al controllo totale dei mezzi d’informazione. E ancora, vi chiedo conto della vostra complicita’ mentre il Parlamento della Repubblica veniva preso in ostaggio, anno dopo anno, per votare leggi fatte su misura per il sultano, la sua proprieta’ e la sua famiglia. Leggi fatte per garantirgli l’impunita’, fatte per schiacciare nel fango la magistratura. Vi chiedo conto della vostra cortigianeria, del vostro gregarismo, del vostro vile servilismo e della vostra mancanza di una pur minima autonomia intellettuale. A voi chiedo: perche solo ora? Perche’ solo ora, adoratori dell’uomo del fare, riguadagnate il silenzio, il pudore? Perche’ solo ora che scorgete il crepuscolo di un potere folle, come negli ultimi giorni di Ceaucescu e della moglie, potere fatto di menzogne su menzogne, silenzi mafiosi, soprusi grotteschi, corrotti e corruttori, prostitute e minorenni? Perche’ non lo difendete ora,
come avete fatto negli anni, lacerando il vostro paese, disprezzando l’equilibrio dei poteri, infangando la Costituzione e gettando l’Italia in un abisso morale? Perche’ non gridate al complotto comunista, vomitando bile come avete fatto per anni? Dov’e’ finita quella fierezza, dove sono quelle urla “Silvio, Silvio!”, quelle adunate oceaniche? Dove i saluti romani? Perche’ ve ne state chiusi in casa ora? Provate vergogna? E di cosa? Non sapevate di che pasta era fatto il vostro oracolo? Non vi bastavano dell’Utri, Previti, la loggia P2? E infine, quando tutto questo sara’ finito, cari adoratori, quando sara’ calato il sipario, quanto ci metterete a dimenticarvi
tutto e a trovare un altro duce?”

Il titolo del post si riferisce alla celebre epigrafe apposta su una lapide nel palazzo comunale di Cuneo. Leggetela sul sito dell’ANPI.

8 settembre 1943

September 8th, 2009

Il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, militari e civili, tra cui studenti universitari, lavoratori e tra loro moltissime donne, dettero inizio alla battaglia di Porta San Paolo, per impedire l’occupazione nazista di Roma. Fu la nascita della Resistenza che pagando il prezzo di due anni di lotta e cinquantamila morti, regalo’ all’Italia la Liberazione dai nazifascisti, la Costituzione repubblicana e la Liberta’. A Porta San Paolo morirono in 570. Quanti di noi, oggi, ricordano questi semplici eroi? Quanti di noi, oggi, seguendo il loro esempio, farebbero lo stesso? Eppure cio’ che siamo lo dobbiamo in gran parte a loro.

Sacri Principi Antitrust

September 7th, 2009

L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, meglio nota come Antitrust, è un’autorità amministrativa indipendente con compiti di vigilanza contro gli abusi di posizione dominante, di valutazione e sanzionamento dei casi di conflitto d’interesse dei componenti del Governo e dicontrollo delle operazioni di concentrazione.
L’Antitrust ha anche un sito (www.agcm.it) dove si possono consultare le istruttorie aperte e le ammende comminate per abuso di posizione dominante negli ultimi anni. Leggiamo:
2009 : istruttoria sul MERCATO DEL CARTONGESSO. Ipotesi di abuso di posizione dominante.
2004 : procedimento contro TELECOM ITALIA per abuso di posizione dominante; ammenda di 152 milioni di euro.
2003 : procedimento contro Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna: ammenda di 880.000 euro per abuso di posizione dominante.
1997 : procedimento contro COCA COLA su esposto PEPSI COLA. Ammenda di 16,225,679 euro a COCA COLA per abuso di posizione dominante.
Il Sig. Silvio Berlusconi possiede i tre maggiori canali televisivi privati (tra cui Rete 4 che trasmette abusivamente perche’ priva di concessione governativa da dieci anni), che insieme rappresentano il 50% del pubblico televisivo. Inoltre possiede Publitalia80, la maggiore concessionaria di pubblicita’ italiana con una quota di mercato pari al 60% del settore televisivo e al 40% del totale mercato pubblicitario su tutti i media nazionali, più della raccolta proveniente da tutta la carta stampata italiana. Possiede, inoltre, le testate ‘Il Giornale’ e ‘Il Foglio’ e la casa editrice Mondadori (acquisita attraverso l’accertata corruzione di giudici). Inoltre, il Sig. Silvio Berlusconi, controlla nella sua interezza la Rai Radiotelevisione Italiana, attraverso il suo ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri, e’ dunque capo del Governo a cui spetta la nomina di tutti i dirigenti dell’azienda televisiva pubblica. E per carita’ di patria mi fermo qui.
Ora, lungi da me riaprire il dibattito sul conflitto d’interesse, ma una domandina, piccola  piccola, verrebbe di farsela sul senso di vergogna, o dell’umorismo, dei presidenti dell’Antitrust. Ricordiamoceli: Francesco Saja, dal ‘90 al ‘94, Giuliano Amato, sino al ‘97, Giuseppe Tesauro, sino al 2005 e oggi Antonio Catricalà.  Nessuno di loro ha mai visto l’enorme, biblico, faraonico, mastodontico abuso di posizione dominante rappresentato da Mediaset e dalla sua controllata Publitalia? Evidentemente erano troppo impegnati a fare le pulci al mercato del cartongesso.
In onore al senso del ridicolo riporto due celebri frasi pronunciate da due altrettanto illustri presidenti Antitrust:
“Non si può porre un tetto al fatturato, perché la raccolta pubblicitaria è il fatturato di un’azienda, perché così se ne deprime la crescita e l’entusiasmo imprenditoriale” Antonio Catricalà 28/1/2007, da presidente Antitrust, in merito all’ipotesi di mettere un tetto alle quote di mercato pubblicitario.
“la distinzione tra provvisorio e transitorio e’ quasi da orgasmo per noi giuristi!” Giuliano Amato, parlando, orgogliosissimo, della sua geniale modifica al decreto Craxi, che, passando da provvisorio a transitorio,riapriva le televisioni Fininvest senza la necessita’ di essere rinnovato ogni sei mesi. Questo ha permesso a Berlusconi di arricchirsi oltre ogni limite fino al varo della legge Mammi’ (per la quale Craxi intasco’ decine di miliardi da Berlusconi). Non c’e’ che dire per un presidente Antitrust.

antitrust

L’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, meglio nota come Antitrust, è un’autorità amministrativa indipendente con compiti di vigilanza contro gli abusi di posizione dominante, di valutazione e sanzionamento dei casi di conflitto d’interesse dei componenti del Governo e dicontrollo delle operazioni di concentrazione.

L’Antitrust ha anche un sito (www.agcm.it) dove si possono consultare le istruttorie aperte e le ammende comminate per abuso di posizione dominante negli ultimi anni. Leggiamo:

  • 2009 : istruttoria sul MERCATO DEL CARTONGESSO. Ipotesi di abuso di posizione dominante.
  • 2004 : procedimento contro TELECOM ITALIA per abuso di posizione dominante; ammenda di 152 milioni di euro.
  • 2003 : procedimento contro Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna: ammenda di 880.000 euro per abuso di posizione dominante.
  • 1997 : procedimento contro COCA COLA su esposto PEPSI COLA. Ammenda di 16,225,679 euro a COCA COLA per abuso di posizione dominante.

Il Sig. Silvio Berlusconi possiede i tre maggiori canali televisivi privati (tra cui Rete 4 che trasmette abusivamente perche’ priva di concessione governativa da dieci anni), che insieme rappresentano il 50% del pubblico televisivo. Inoltre possiede Publitalia80, la maggiore concessionaria di pubblicita’ italiana con una quota di mercato pari al 60% del settore televisivo e al 40% del totale mercato pubblicitario su tutti i media nazionali, più della raccolta proveniente da tutta la carta stampata italiana. Possiede, inoltre, le testate ‘Il Giornale’ e ‘Il Foglio’ e la casa editrice Mondadori (acquisita attraverso l’accertata corruzione di giudici). Inoltre, il Sig. Silvio Berlusconi, controlla nella sua interezza la Rai Radiotelevisione Italiana, attraverso il suo ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri e dunque capo del Governo a cui spetta la nomina di tutti i dirigenti dell’azienda televisiva pubblica. E per carita’ di patria mi fermo qui.

Ora, lungi da me riaprire il dibattito sul conflitto d’interesse, ma una domandina, piccola  piccola, verrebbe di farsela sul senso di vergogna, o dell’umorismo, dei presidenti dell’Antitrust. Ricordiamoceli: Francesco Saja, dal ‘90 al ‘94, Giuliano Amato, sino al ‘97, Giuseppe Tesauro, sino al 2005 e oggi Antonio Catricalà.  Nessuno di loro ha mai visto l’enorme, biblico, faraonico, mastodontico abuso di posizione dominante rappresentato da Mediaset e dalla sua controllata Publitalia? Evidentemente erano troppo impegnati a fare le pulci al mercato del cartongesso.

In onore al senso del ridicolo riporto due celebri frasi pronunciate da due altrettanto illustri presidenti Antitrust:

Non si può porre un tetto al fatturato, perché la raccolta pubblicitaria è il fatturato di un’azienda, perché così se ne deprime la crescita e l’entusiasmo imprenditoriale” Antonio Catricalà 28/1/2007, da presidente Antitrust, in merito all’ipotesi di mettere un tetto alle quote di mercato pubblicitario.

la distinzione tra provvisorio e transitorio e’ quasi da orgasmo per noi giuristi!” Giuliano Amato, parlando, orgogliosissimo, della sua geniale modifica al decreto Craxi, che, passando da provvisorio a transitorio,riapriva le televisioni Fininvest senza la necessita’ di essere rinnovato ogni sei mesi. Questo ha permesso a Berlusconi di arricchirsi oltre ogni limite fino al varo della legge Mammi’ (per la quale Craxi intasco’ decine di miliardi da Berlusconi). Non c’e’ che dire per un presidente Antitrust.

Immigrati pluto-giudaico-massoni

August 24th, 2009

“Il fascismo non e’ ideologia, il fascismo e’ azione, e azione fu”, “Io non ho creato il fascismo, l’ho tratto dall’inconscio degli italiani. Se non fosse stato cosi’, non mi avrebbero seguito per vent’anni.” Mussolini definiva cosi’ il fascismo, con parole non dissimili da quelle usate da Hitler o da Goebbels a proposito dell’apparato di propaganda nazista. Molti storici hanno dibattuto sulla presunta malvagita’ intrinseca del popolo tedesco, senza la quale il fenomeno nazista non sarebbe potuto attecchire. Molti altri sostengono che fenomeni simili di dispotismo non avrebbero potuto esitere che in Germania o in Italia.

Molto piu’ semplicemente, e’ nella pancia del popolo che va ricercato il germe del fascismo. L’istituzione dell’egoismo, assurto a programma politico, l’odio del diverso, equivalente alla conferma del se’, della propria esistenza, anche e sopratutto esistenza misera. Ecco i fili che vanno manovrati, i nervi da scoprire, da rendere vivi,  per fondare e far prosperare un movimento razzista e xenofobo. Oggi, come ieri, precisamente come ieri, la lega fa questo, dall’alto del patto di sangue con Berlusconi, in un’impeto pseudo neo-conservatore pure fuori moda, sputa e vomita veleno sugli immigrati, gli “extracomunitari”, parola ormai sinonimo di “extracristiani”, “extra-noi”. Pretende e ottiene il reato di clandestinita’, cioe’ il reato di esistere. Impone la delazione di Stato. E sopratutto, gira le spalle, in una complicita’ assassina, agli uomini, donne e bambini, che dopo aver traversato il deserto, muoiono a migliaia in mare. Persone che non esistono, muoiono di una morte che non esiste. E la lega e’ l’unica colpevole. Con buona pace dei baciapile leghisti, che professano la cristianita’, senza saper vedere il volto del loro Cristo stampato, ogni giorno, su quelle facce di immigrati.

Rockefeller v. Carnagie

August 21st, 2009

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John Davison Rockefeller e’ considerato l’uomo piu’ ricco mai esistito sulla Terra e Andrew Carnegie il secondo. Queste due antiche figure del capitalismo americano, due ‘capitani d’industria’ a cavallo tra 800 e 900, non potrebbero essere piu’ distanti e allo stesso tempo piu’ simili.
John D. Rockefeller e’ conosciuto per essere lo spietato predatore che, anno dopo anno, meticolosamente e senza nessuna pieta’, assorbi’ tutti gli avversari, fondando la mastodontica ‘Standard Oil’, la piu’ grande compagnia petrolifera di tutti i tempi. Come ci riusci’ e’ ormai leggenda, ma tutti concordano nel definire ‘predatoria’ la sua tattica. Abbassare i prezzi contro ogni logica di mercato, indebolire sino a comprare gli avversari piu’ pericolosi ed infine assumere, tra le proprie fila, i piu’ validi tra gli ex nemici. Si potrebbe dire, strategie non troppo dissimili da quelle dei batteri o virus piu’ letali. Una cavalcata inarrestabile che si scontro’, ai primi del secolo scorso, contro il muro delle leggi antitrust dei singoli stati americani, leggi che pretesero, ottenendolo, lo smembramento della Standard Oil per violazione dei principi primi di concorrenza. Pensando ai monopoli televisivi italiani di oggi, viene da ridere, o da piangere, sopratutto perche’ nessuno, nel 1911 negli Stati Uniti, si lascio’ minimamente intimorire dall’enorme potere della Standard Oil, cosa impensabile oggi visto il misero scenario pecoreccio e servile dinnanzi al sultanato berlusconiano. Fatto sta che la Standard Oil, detentrice del 64% del mercato petrolifero americano, fu smembrata in 34 ‘new company’ tra le quali qelle oggi note come Conoco, Amoco, Chevron, Esso e Mobil. E John D. Rockefeller? Fini’ sul lastrico? Macche’. Si tenne strette strette le sue quote in ogni new company, preservando, intatta, la piu’ grande e duratura fortuna che il libero mercato abbia mai visto, campando novantasette anni e lasciando agli eredi, ad oggi piu’ di 150 e longevi quanto lui, un’eredita’ sufficiente per il prossimo milione di anni. Un tempo, comunque, infinitamente piu’ lungo della vita media di stati, repubbliche o concordati.

Andrew Carnegie ha una storia diversa. Nasce poverissimo in Scozia. Tanto povero che il padre decise di rilocare la famiglia oltreoceano nel 1848, in Pennsylvania, dove Andrew divenne telegrafista. Appassionato di letteratura, fece la sua fortuna partendo dal basso, passo passo, reinvestendo ogni guadagno, passando attraverso la guerra civile ed infine creando la U.S. Steel, che diventera’ presto un gigante mondiale dell’acciaio. “Riservero’ per me stesso uno stipendio non superiore ai $50.000 dollari l’anno, oltre questo non ho bisogno”. Il suo detto piu’ celebre rimane “passa il primo terzo della tua vita ad erudirti, il secondo a far quanti piu’ soldi puoi ed il terzo impiegalo a spendere tutti i soldi che hai per una giusta causa”. E cosi’ Andrew Carnegie fece. Nel 1901 vendette tutto a J.P. Morgan intascando in un solo giorno 230 milioni di dollari in azioni e titoli (cosi’ tanti da dover costruire un caveau speciale) e lasciando un impero di un valore pari al 4% del pil statunitense dell’epoca. Carnegie spese quasi tutto, costruendo biblioteche ed universita’, cercando di abbattere la monarchia inglese e di comprare la liberta’ alle Filippine durante la guerra ispano-americana.
Ne’ John D. Rockefeller, con la sua inesauribile ambizione, ne’Andrew Carnegie, il filantropo eccentrico, vollero mai, ne’ mai poterono, diventare presidenti degli Stati Uniti, ne’ membri del parlamento, ne’ vollero mai accentrare intorno a se’ un potere politico superiore al loro smisurato potere economico. I loro imperi smembrati per legge , nel nome del libero mercato,  o alienati per volonta’, non furono mai, nel bene o nel male, un pericolo per la democrazia.
Di certo una lezione da ricordare.

Disturbo Narcisistico di Personalita’

August 16th, 2009

Lo vado ripetendo da mesi ormai. Forse anche da anni, ma da quando Veronica Lario ha pubblicamente dichiarato che l’ex marito e’ “un uomo malato” ne ho avuto conferma. Silvio Berlusconi e’ malato e soffre di “ Disturbo Narcisistico di Personalita’ ”. No non e’ uno scherzo, come del resto sono lontanissimi da essere uno scherzo gli ultimi quindici anni di politica italiana, tra leggi porcata, condanne per corruzione, dominio mediatico e puttane varie. Ebbene, adottiamo per l’occasione  un approccio scientifico, clinico. Il Diagnostic and Statistical Manual of mental disordersManuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali»), noto anche con l’acronimo DSM, è uno degli strumenti diagnostici per disturbi mentali più utilizzati da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo. Secondo il criterio DSM, la diagnosi di disturbo narcisistico di personalita’ richiede che almeno cinque dei seguenti sintomi siano presenti in modo tale da formare un pattern pervasivo, cioè che rimane tendenzialmente costante in situazioni e relazioni diverse:

  1. Senso grandioso del sé ovvero senso esagerato della propria importanza
  2. È occupato/a da fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza, o di amore ideale
  3. Crede di essere “speciale” e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato da ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto
  4. Desidera o richiede un’ammirazione eccessiva rispetto al normale o al suo reale valore
  5. Ha un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrealisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative
  6. Approfitta degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso
  7. È carente di empatia: non si accorge (non riconosce) o non dà importanza a sentimenti altrui, non desidera identificarsi con i loro desideri
  8. Prova spesso invidia ed è generalmente convinto che altri provino invidia per lui/lei
  9. Modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo è)

Avete ancora dubbi?

Jonestown, Italia

August 16th, 2009

A chi dice di volersene andare da questo paese, rispondo che io l’ho gia’ fatto. Vivo negli Stati Uniti e, sebbene attutite, le miserie italiane giungono fin qui e non mi danno pace. Vi assicuro che non e’ facile e non c’e’ nulla di rassicurante a starsene qui ad assistere al suicidio collettivo del proprio paese. Sono anni che mi interrogo sul perche’ la maggioranza degli italiani abbia riposto fiducia e speranze nelle mani di un miserabile che, e’ di tutta evidenza, li sta trascinando nel baratro. Una risposta l’ho avuta dalla visione del documentario “Jonestown”, sul suicidio di massa, nel 1978, dei 910 ‘discepoli’ del reverendo Jones del ‘people’s temple’. Un fanatico che promettendo un sogno ’socialista’ porto’ i suoi seguaci, in maggioranza poveri afroamericani, in Guiana per poi indurli al suicidio. 910, tra anziani, bambini, neonati. Cosa li spinse a togliersi la vita, a sacrificarsi per un pazzo? Ascoltando le registrazioni degli ultimi istanti capiamo come avessero delegato la propria stessa esistenza al reverendo privandosi volontariamente del proprio senso critico. Il voler vivere la sua vita invece che la propria, dedicarsi alla sua adulazione li spinge a dimenticarsi di se’ fino al gesto estremo, visto come liberazione, trapasso e non come fine. Nessuna meraviglia che milioni di italiani adorino Berlusconi, oltre ogni logica. E dunque, nessuna meraviglia che la chiesa capitalizzi, come sa, sul mercato dell’adorazione.
F.C.

Vi consiglio l’ascolto, macabro, della registrazione degli ultimi minuti del people’s temple prima del suicidio di massa. Ai deliri del reverendo segue qualche critica, subito stroncata dagli altri adoranti adepti. Ecco in piccolo cosa e’ successo su grande scala in molti paesi nel 20mo secolo e, oggi, in Italia